Quest’anno ho fatto un presepe molto simile agli anni scorsi ma con l’idea di avere qualcosa di vivo… e profumato
Prima di tutto ho cercato di usare quanti più elementi possibile che mi ricordino il bosco, quindi muschio, alberelli e ciocchi di quercia e tutto il resto, miniature a parte, sono comunque sabbia per la piazza, le solite montagne di sacchi di juta e calce ed i viottoli di gusci di pistacchi (boni i pistacchi
).
Nel laghetto emergono dei guschi di noce (bone le noci
) ed il ponticello l’ho fatto con un tappo di sughero tagliato a metà e infilzato di stuzzicadenti per fare la passerella.
Siccome tutti gli alberelli sono in vaso li ho ricoperti come possibile di montagnette di muschio (preso dal muro in ombra dietro casa).
Mancano solo le luci ma essendoci le piante ed il muschio ho voluto evitare di metterle, così posso innaffiare e nebulizzare il muschio e gli alberelli che in cambio mi profumano di bosco tutta casa.
Ho messo invece due candeline per dare una luce calda ma con tutte quelle cose infiammabili le accendo comunque raramente e solo se sono nella stanza e se ho prima abbondantemente innaffiato tutto il legno (vi sconsiglio di usarle ovviamente). In aggiunta considerate che il presepe è costruito su un caminetto che non usiamo, quindi anche in casi estremi non può mandarmi a fuoco casa… ripeto comunque di evitare la brillante idea di mettere il fuoco insieme a carta e legno se non volete ricordarvi il Natale.
Faccio il presepe in questo modo e quest’anno particolarmente perché mi piace l’idea che il presepe sia una specie di universale scena di pace, certo personalizzata nel mio caso secondo il Cristianesimo anche per tradizione ma valido per qualsiasi cultura. Non è tanto un plastico della Palestina quindi ma nel mio caso anche una rappresentazione della natura e del mio ambiente montano, di tutti gli elementi che danno pace: come alberi, ruscelli, monti e muschio. Per questo ho preferito non mettere luci per annaffiare e tenere vivo il tutto, oltre che per creare un piccolo ecosistema. Infatti ogni anno il presepe così fatto si popola di insettini e ragnetti che se ne stanno per i cavoli loro in questa specie di piccolo mondo a loro misura ed ogni tanto mi diverto a guardarli. Insomma è un paesaggio vivo: vivo e profumato


molto carino Giovanni! auguri!
Grazie Paolo,
auguri anche a te!