Il volo del nibbio


Vi è mai capitato di vedere un nibbio in volo?  La coda biforcuta come un rondone che si staglia in controluce, l’eleganza della planata, le ampie spirali che disegna nell’aria sino ad accentrarsi sulla preda in una picchiata fulminea. Uno spettacolo della natura che si mostra il tempo di uno sguardo fugace e già si è allontanato sopra qualche altra valle vicina.

Vado spesso sulle alture a sud del bosco che da molto tempo proprio dal nibbio deve il nome. Ci vado nei giorni in cui il vento soffia impetuoso ed è proprio in quei momenti, quando le nuvole si addensano e corrono infaticabili da una parte all’altra, che con un po’ di fortuna ti capita di vedere il nibbio lì: fermo a mezz’aria con le ali spiegate e lo sguardo controvento. Si chiama volgarmente “lo spirito santo” e qualche volta ho visto farlo anche ai piccoli gheppi. Il nibbio però lo fa quando il vento fischia rabbioso, magari perché è più grosso del gheppio, fatto sta che lo riesci ad ammirare immobile o quasi nell’aria e resta così anche a lungo, finché i suoi occhi non scorgono qualcosa di interessante.

Ora sono qua che scrivo ed ancora mi chiedo: come mai oggi non è scappato?  All’inizio quasi non mi ero accorto della sua presenza (e pensare che ero andato in altura apposta col binocolo 🙂 ), poi ho alzato lo sguardo ed eccolo in volo stazionario a neanche trenta metri da me. Ho messo via il binocolo: non serviva e lui continuava a planare, poi di tanto in tanto si lasciava andare e sembrava cadere avvitandosi come un aereo per riprendere la corrente dieci metri più in basso e risalire con nuova spinta.

Montagne, boschi, colline, un nibbio e quella sensazione di lasciarsi andare nel vento un po’ come lui. Poi mi è venuto da sorridere perché con tutto il tempo che è rimasto a planare e poi volteggiare vicino a me, una foto avrei potuto pure scattargliela ma in quel momento semplicemente non ne avevo sentito bisogno alcuno. Niente immagini, niente schermi, niente pixel ma un ricordo vivido e la voglia di tornare li su, quando si alzerà di nuovo il vento.    

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Piccoli viaggi con la fantasia


Salve a voi, cari lettori, è un po’ di tempo ormai che non aggiorno i social media, questo weblog compreso, ma tra le altre cose sono riuscito a scrivere il primo di una raccolta di racconti fantascientifici a carattere informatico e sto cercando un editore interessato alla materia.

Detto questo torniamo su un lato un po’ più soft/naturalistico che è l’oggetto di questo post. Se conoscete il fenomeno internet ASMR, probabilmente sarete interessati al piccolo viaggio di fantasia che vi propongo. 


L’ASMR fa leva su un sistema sensoriale di origine uditiva mentre al seguente link (la mia pagina facebook) troverete un pdf da leggere online o scaricare, grazie al quale spero riuscirete a compiere un piccolo e piacevole viaggio “onirico” solo grazie alla vostra fantasia.

Non mi dilungo oltre e spero che mi scriverete nei commenti, qui o su facebook cosa ne pensate.

Saluti

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Diritto all’oblio


Quand’è che abbiamo dimenticato il diritto all’oblio? Oggi, nella Rete, il diritto ad essere dimenticati è una battaglia ma non è sempre stato così. C’era un tempo, in un’altra era (informatica, che saranno neanche vent’anni), dove tutti erano coscienti della struttura della internet e del fatto intrinseco che essa era stata creata per “non dimenticare”: utile in ambito militare, pericoloso forse in ambito civile. Allora ci si autotutelava: come? Con l’anonimato, quello semplice ed alla portata di tutti, senza scomodare proxy e protocolli di cifratura.

Pochi anni fa il web era popolato di parole, avatar e miti. Si possedeva il diritto di sbagliare e se l’errore fosse stato tale da non poter essere rimosso da una community, ci sarebbe stata pur sempre un’ultima possibilità: tagliare il cordone ombelicale che ci legava all’avatar stesso e la nostra vita nel mondo reale non sarebbe cambiata.

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Charlie Hebdo: libertà di espressione e dovere di rispetto


Probabilmente se avessi scritto questo post dopo le minacce degli estremisti islamici, a seguito della pubblicazione di vignette satiriche con oggetto Maometto, sarei passato per un pericoloso censore, quando è una vita che sono sempre stato a favore della libertà e non meno della privacy. Questo perché allora che si sollevò il caso delle vignette blasfeme per i musulmani, non c’era uno del popolo della rete che non si fosse trasformato nel difensore della matita (bada bene, sto parlando di diverso tempo prima della terribile strage quando le polemiche erano solo riferite sul fatto che noi occidentali potessimo oppure no scherzare su un elemento sacro di un’altra religione).

Oggi è toccata a noi, si è scherzato sui morti a noi vicini, e il popolo della Rete, per l’ennesima volta, ha cambiato totalmente idea e si è schierata fortemente contro quella satira.

Io ero contrario allora e sono contrario oggi ma non perché stavolta il vetriolo mi ha toccato da vicino oppure perché devo condividere e fare da eco per forza quello che urla la Rete, piuttosto perché credo in un’idea che è quella del titolo: libertà di espressione e dovere di rispetto.

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Paesaggi, magici paesaggi


img_6824_da_smallAd ogni uscita, ogni passeggiata, ogni occasione che mi capita di trovarmi di fronte un bel paesaggio, non resisto e devo fotografarlo: con la fotocamera, il cellulare, un quaderno o semplicemente con lo sguardo.

Tutti gli sguardi li tengo per me, e gran parte delle foto anche ma qualcuna che credo possa piacere  o donare un’emozione la pubblico anche. Non per forza devono essere le foto migliori, perché “foto migliori” in realtà non significa niente, a meno che non si analizzi la loro correttezza formale con qualche algoritmo. Molte volte ho mostrato foto partendo dai “pezzi forti”, gli scatti che credevo appunto migliori, salvo poi trovarmi lo spettatore stupito davanti uno scatto che avevo tralasciato chissà per quale motivo.

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BohLOG #1


E’ parecchio tempo che non scrivo se non per parlare di tutorial, aggiornamenti ed argomenti ben precisi. Mah! Oggi faccio un BohLOG, forse perché sono arrivate le prime piogge con l’aria che profuma d’autunno e il paese è quieto, così vien voglia di scrivere del più e del meno, senza un filo ben preciso.

L’altro giorno, con un bell’acquazzone, me ne son tornato al bosco per fare due passi e quattro foto (o quattro passi e due foto… che poi di foto se ne è salvata una ma quella basta). Tirava un venticello che ti faceva sentire scarsi anche i 14 gradi che il termometro giurava ci fossero all’esterno ed il bosco non era poi così dissimile dalla città: solo io in giro sotto all’acqua, gli altri tutti nei nidi e nelle tane; che poi non era neanche ora per cinghiali e volpi di far la spola per i sentieri e devo confessare che il ticchettare di innumerevoli gocce su innumerevoli foglie attaccate a rami dondolati faceva venire una voglia di appisolarsi da qualche parte.

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Gallette o biscotti con fiocchi d’avena


Molti conoscono i fiocchi d’avena come un ottimo alimento, preparandolo in forma di porridge per gustare una colazione calda e nutriente. Nel video che troverete in fondo all’articolo, invece, vedrete come preparo delle gallette salate con gli stessi fiocchi in meno di 15 minuti.

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