iPad et al…


Pochi giorni fa è stato lanciato ufficialmente il tablet di Apple: l’iPad che da molti (diciamo anche me compreso) è stato definito un iPhone cresciuto.

Ho visto su youtube il Keynote di Jobs e compagni che presentavano questo nuovo prodotto della Casa di Cupertino e ho deciso di scrivere le mie impressioni.

Innanzitutto penso che, leggendo qualche blog, molti ne hanno travisato il target. Per molti questo iPad dovrebbe essere il pc del futuro e si lamentano delle scarse potenzialità nell’ottica del software come lo vediamo. Anch’io all’inizio della conferenza mi sono subito chiesto “Ma se devo reinstallare l’os come agisco?”. Fortunatamente, in fretta, ho realizzato che l’iPad non è un pc e non si può pretendere di fare quel che si fa con un pc perché non è concepito per questo scopo (sebbene potenza di calcolo, interfacciamento ed altro potrebbero consentirlo).

Sinceramente vedo questo prodotto di buon occhio. Non mi fa di certo impazzire anche perché lo troverei inutile (quasi mi è inutile il cellulare… che però uso come sveglia la mattina) ma a molti può far comodo e questi sono i motivi che mi inducono a pensarlo.

Prima di tutto l’iPad si basa sullo stesso software dell’iPhone e quindi ti consente di fare quel che fa l’iPhone. Questo è magnifico perché non ho mai sopportato un sistema come l’iPhone che fa fare parecchie cose ma per il 90% di queste devi ” ‘cecarti” per le dimensioni dello schermo e conseguentemente anche del touchscreen. Questo almeno lo puoi utilizzare normalmente pur mantenendo ridotte le sue dimensioni.

Insomma iPad è un palmare con funzionalità evolute e un hardware che quasi ricorda quello di una consolle di vecchia generazione. Monta infatti un chip costruito internamente in Apple che ha frequenza pari ad 1GHz ed internamente integra tutte le componenti anche grafiche (giustamente non è che puoi metterci una scheda video PCI in quella scatoletta).

La batteria viene presentata come super ecologica e a quanto pare alla apple ci tengono ed anche questo è un bene non di poco conto. Avere una batteria riciclabile è una mossa assai azzeccata per evitare montagne di piobo ed altre schifezze.

Tuttavia questo gioiello (o giocattolo chissà) per me ha dei punti discutibili. Il primo (ma ormai è una moda) che è quello di integrare la batteria per ridurre le dimensioni e fare un lifting all’oggetto eliminando sportellini e alloggiamenti. Questo fa si che l’oggetto sia più attraente ma la batteria non durerà 10 ore per sempre. Prima o poi andrà ad esaurirsi (magari ci vorrà molto tempo). Quando sarà esaurita si dovrà procedere all’invio all’assistenza per la sostituzione o semplicemente si passa al nuovo modello (spero sempre che apple inverta la tendenza e inventi qualcosa in merito).

L’altro punto che non mi convince (ma è solo un sospetto) è che se uno lo acquista solo per leggere gli eBook non so se lo schermo sia riposante come lo è magari il reader di Amazon che è costruito appositamente per non stancare lo sguardo più che per farti girare le pagine che sembrano di carta.

In generale, comunque, penso che quest’oggetto sia davvero valido ma deve essere inteso per quello che è. Jobs lo definisce come una via di mezzo tra uno smartphone ed un notebook, dicendo esplicitamente che è rivoluzionario rispetto ai netbook che sono dei notebook economici, più lenti ecc… Ha ragione! i netbook non consentono di fare granché ma sono comunque dei pc piccoli e fanno determinate cose che non sono native dell’iPad come eseguire un os Windows o Linux ed utilizzarne il rispettivo software e hardware.

Jobs stesso lo definisce come “migliore in alcuni ambiti” ed è per quegli ambiti che è stato progettato.

Purtroppo non si potrà constatare la sua validità se non col tempo, anche perché lo vedo come un oggetto di moda e come tale farà il botto alla sua uscita ma poi chissà se sarà accantonato in un cassetto appena lo schermo sbrilluccicante sarà ricoperto di impronte di grasso di hot dog 😀

Io me ne resto al mio pc linuxbox che cade a pezzi (solo il case eh, si regge con la polvere che fa da collante, se la tolgo cade a pezzi) ma che non sgarra da tre anni e passa, sisma compreso. Il masterizzatore fa qualche scherzetto ma quando andrà a pallino lo sostituirò con suo fratello da 30€ andandoci larghi e passa la paura.

Per amanti della mela e curiosi, vi linko il keynote del 27 gennaio (ci sono altri e 8 filmati… dove correte! :p ).

Cambiando argomento ho saputo che il CEO di SUN ha dato le dimissioni (via ZEUS NEWS) anche se non ancora ufficialmente.

SUN sta passando l’ennesimo e forse ultimo momentaccio, preparandosi ad essere assorbita da Oracle dopo aver ricevuto il via dalla Commissione Europea.

Cavolo mi dispiace! La SUN mi era parecchio simpatica ed ho utilizzato/utilizzo ancora i loro prodotti tra cui il validissimo NetBeans che è stato per un po di tempo nell’occhio del ciclone proprio perché il suo destino era alquanto oscuro al seguito di una probabile cessione della SUN (poi non so come è andata a finire con questo IDE).

Quell’azienda ha sempre avuto un certo carisma su di me anche se molti dei prodotti erano un po particolari ed in ultimo Open Solaris che era solo supportato dal SUN era ancora acerbo e lentissimo (anche NetBeans è javamente lento ma almeno fa cose da tirarsi giu il cappello).

Speriamo che Oracle sappia mantenere l’eredità di software che lascia la SUN da java a mysql altrimenti sarà una grave perdita per l’informatica.

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2 risposte a iPad et al…

  1. davide ha detto:

    Salve Giovanni,
    approfitto della mancanza di sonno a questa tarda ora per offrirti le mie impressioni sull’iPad.
    Cominciamo in maniera scherzosa. Dopo l’iPod, arriva l’iPad.
    Adesso mancano altre tre vocali (e, u, i):
    iPed (per camminare collegati in Wifi con schermo TouchScreen da attivare con la pianta dei piedi);
    iPud (esclusivo per la Sardegna);
    iPid (ancora non è chiaro cosa intenda fare Steve Jobs, sarà la novità del Terzo Millennio).

    Scherzo ovviamente, ma nello scherzo c’è sempre un po’ di verità (“Tra scherzi e giochi, grandi verità si possono dire” cito a memoria da I racconti di Canterbury di P.P. Pasolini).
    L’aspetto ludico caratterizza più che mai l’iPad, come anche l’iPod. Sofisticata tecnologia al servizio del gioco. Sicuramente c’è anche dell’utile, ma è in funzione del gioco e dell’emozione, perché come per l’iPod, anche l’iPad è un bene emozionale.

    iPod e iPad: oggetti che stanno bene anche sopra ad un mobile. Lì a farsi vedere, meglio di tanti altri inutili e brutti soprammobili che ho qui in casa. L’iPod/iPad è più di un oggetto di design. È bellezza, è arte, è un’idea fenomenale che ha scombussolato e influenzato tutto il mercato musicale – con iTunes Store. Come tu dici, magari non sai proprio cosa fartene, o lo compri dicendo: “eh sì, mi guardo le foto, mi leggo gli ebook”, ma la cosa importante è averlo. Avere quella tecnologia e quel design, sentirsi “cool”. Poter dire: “Signori, io ho l’iPad/iPod.

    A me l’iPod me l’hanno regalato poco tempo fa. Bellissimo. Ma cosa me ne faccio? Musica non la ascolto con l’iPod, ho fatto qualche gioco. Bellissimi quelli che muovendo l’iPod muovi anche la pallina o il personaggio: tecnologia da rimanere a bocca aperta. Ma poi?
    Adesso, alcune sere, me lo porto a letto e prima di addormentarmi mi leggo la Bibbia che mi sono scaricato gratuitamente. Ho scaricato anche dei podcast e dei video sull’agricoltura. Tutta produzione dell’università americana, perché dall’Italia non ho trovato niente di così interessante. Ogni tanto quando vado in centro nella mia città mi collego via wifi ad internet e mi guardo la posta. Comodo averlo in tasca. Se sei anche turista può rivelarsi utile strumento per cercare musei, attività, eventi della città straniera – ma potresti andare in un centro informazioni turistiche.

    All’inizio Apple non voleva produrre dispositivi come l’iPad. Poi – forza del marketing? – l’ha prodotto. Bello, sì, ma mi chiedo: cosa te ne fai? Troppo grande per portartelo in tasca. Lo tieni a casa? Ma hai già probabilmente un computer. Lo porti da amici per guardare le foto? Forse.

    L’iPad è una tecnologia che supera i tempi. Esempio: vai al lavoro. Pausa pranzo, mangi, bevi il caffè. Estrai dalla tua valigetta l’iPad, ti colleghi via wifi e ti leggi il giornale di oggi.
    Oppure sei uno studente. Vai al parco a studiare, tiri fuori il tuo iPad, ti colleghi e cerchi notizie sulla ricerca che stai facendo. Scrivi qualche nota. Fai copia e incolla da un testo formato ebook per la tua tesi di laurea. Potrebbe essere? Forse…

    Ma sono convinto che, per adesso, l’iPad, sia un bene emozionale. Trovi delle scuse per comprartelo. Non ne hai effettivamete bisogno… solo che lo vuoi! Lo devi avere! Perché è troppo bello.
    😉

    Un saluto,
    Davide

    • Un bene emozionale. Mi piace questa definizione e credo che effettivamente oggi giorno sia applicabile un po ovunque dalla mia stanza al Mondo.
      L’esserne coscienti comunque lo considero un bel passo avanti. Mi spiego: se si è coscienti che l’oggetto desiderato lo si vuole perché è bello o perché ce l’hanno tutti, allora è anche più semplice valutarne l’utilità ed in caso di necessità la rinuncia.
      Se io vedo un ipad come una cosa “necessaria” come lo è il pane, tenderò a procurarmi quell’ “anello” con tutti i mezzi possibili (anche non leciti) ma se sono cosciente che si tratta di un gadget che può essere utile ma la verità è che lo voglio perché è bello allora nel momento del bisogno saprò anche rinunciarci.

      Poi ovviamente questi beni emozionali nella nostra società passeranno a standard prima o poi… come l’automobile per fare 200 metri o il sacchetto di plastica per fare la spesa.

      Un giro vizioso nel mio modo di vedere le cose… almeno finché ci sarà petrolio 🙂

      Saluti
      Gio

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