Il canto delle manére


Diversi giorni fa ho finito di leggere questo libro firmato Mauro Corona e l’ho trovato stupendo ed appassionante in ogniuna delle pagine che lo compongono.

Il canto delle manére racconta la storia di Santo Corona della Val Martin, un boscaiolo eccezionale ma dal carattere forte e ramingo al punto che… beh! non vi anticipo niente della storia altrimenti potrei rovinarvela.

Come per L’ombra del bastone, l’unico altro libro di Corona che ho letto sino ad oggi (nonostante io conosca il personaggio di Corona da molto tempo, ho sempre faticato a trovare i suoi libri ed il coraggio di leggerli sino a poco tempo fa) le vicende narrate compongono uno specchio di Erto e del Friuli di inizio novecento. La narrazione scorre fluida, appassionante, ricca di particolari e  riferimenti a fatti e persone relmente vissute che le storie pare che prendano letteralmente vita.

Dai racconti di Mauro si apprende molto degli usi, dei costumi, della quotidianità e della fatica di un piccolo popolo di montagna che è costretto a guadagnarsi ogni mollica di pane che l’asperità del clima e della terra non ti regalano.

A differenza de L’ombra del bastone, ho trovato questo libro più affrontabile e consigliabile, pieno di realtà forti ma anche di attimi di respiro intensi e freschi. Le avventure immaginate ma tremendamente verosimili accompagneranno il protagonista oltre e lontano dal suo paese, alla ricerca di qualcosa che molti di noi vorrebbero trovare.

Ma c’è anche altra magia in quelle pagine. È la magia del linguaggio, come un racconto tra un narratore ed un ascoltatore seduti nel bivacco dinanzi ad un fuocherello di campo. L’intero libro è narrato con parole semplici e con molte deviazioni della lingua in Ertano.

La vera magia di questi libri è che le store ti vengono narrate faccia a faccia.

Tuttavia per non cominciare a parlare Ertano anch’io affianco sempre ai libri di Corona altri romanzi ma non mi dispiace, perché è triste finire un libro di Mauro in poco tempo. I suoi libri vanno goduti piano piano, come il passare delle stagioni che è bello  quando è lento e graduale.

Penso che ai due già letti affiancherò Aspro e Dolce (che se non sbaglio è il suo primo libro) e Storie di Neve che narra di una bambina buona e che fa miracoli.

Buona lettura a tutti 🙂

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