Rispolveriamo la pellicola


È stato proprio con la pellicola che ho cominciato a far fotografie; ricordate le macchinette che erano nel fustino Dash? Proprio loro! 😀

Erano delle compatte con una rotellina che caricava lo scatto e il pulsante di scatto. Tutto qui! ma per un bambino sai la soddisfazione di vedere le sue prime foto (guardacaso le scattavo alla festa della Madonna dell’Eremita ovvero il bosco che vedete ritratto nei miei scatti odierni… che monotono che sono  😀 ).

La macchinetta del Dash è stata la prima ma non l’ultima e ancora oggi scatto qualche foto con la Yashica che mi regalò mia zia alla prima Comunione. Bella, elettronica e super-innovativa per il tempo ma compatta e spesso mi vengono fuori foto sfocate 😦 oltre al fatto che necessita, purtroppo, di una certa luce pena l’accensione del led rosso che ti avverte che se scatti viene mossa.

Dopo la Yashica è stata la volta del digitale. Davvero una cosa fantastica il digitale e adesso scatto con la compatta di mio fratello.

In effetti ho usato diverse macchinette e tecnologie fotografiche accomunate solo da un piccolo particolare: “erano e sono tutte compatte”. Obbiettivo piccolissimo, gamma dinamica della digitale che non mi soddisfa, rumore, necessità di luce “abbastanza diurna”, scarsi controlli manuali ed altri difetti che le compatte un po si portano dietro a favore di leggerezza e portabilità.

Sto cominciando, pertanto, a meditare sull’acquisto di una reflex (che mi permetterebbe di usare un grandangolare) oppure di una compatta di fascia alta con una buona ottica ed un’alta possibilità di personalizzazione di parametri.

Mentre pensavo a quanto sono belle le reflex mi accorgo di aver dimenticato per tutti questi anni la macchina fotografica di mio padre. Una Voigtlander Vito C del 1960 regalatagli da un fotografo. Non avevo mai pensato di metterci su le mani in quanto bambino giocherellone e poi con la possibilità di scatta e cancella del digitale avevo dimenticato questo piccolo spettacolo totalmente meccanico custodito nel suo fodero in pelle.

Al tempo era un ottima macchina e forse lo è ancora oggi (al massimo è un buon terreno di allenamento sui parametri del diaframma e dell’obbiettivo). Pensate che potete scattare con entrambi gli occhi aperti senza avere distorsione dell’immagine o altro. Vi sembra di avere dinanzi a voi il mirino, una cosa che mi ha fatto letteralmente gasare 🙂 .

Sono andato a comperare un rollino da 24 foto che è il minimo che ho trovato e zac! che ti becco in extremis un bel tramonto fuori da casa (ve lo faccio vedere scattato in fretta e furia con la digitale per lasciare spazio alla Vito). Scatto qualche foto variando diversi parametri (apertura ecc…) senza soffermarmi su composizione o altro perché ho interesse a vedere come reagisce con poca luce e se dopo tanti anni è ancora tutta ok!

La meccanica sembra ineccepibile quindi me ne torno contento nella mia stanza sperando che quando svilupperò le foto non avrò strani artefatti dipendenti da qualche problema ottico. Se verranno fuori bene, le scannerizzo e ve le faccio vedere 😛

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2 risposte a Rispolveriamo la pellicola

  1. lampadine led ha detto:

    il mondo della fotografia è terribilmente affascinante, in bocca al lupo per la tua passione

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