Un cavalletto e passa la paura!


Compatibilmente con le risorse economiche allocate (che intro da informatico eh? 😀 ) mi sono deciso ad acquistare un cavalletto da pochi euro che, essendo enorme rispetto alla compattina con cui scatto foto pare che sto fotografando solo con un cavalletto (povero pazzo quello là… fotografa senza la macchinetta! :-p ).

Devo dire che il primo test che ho fatto oggi ha dato bei risultati ed ho potuto riprendere qualche scena decente contando nella “presunta” massima nitidezza che poteva darmi la fotocamera ottenuta fissandola per bene e scattando con l’autoscatto. La foto che vi mostro (che poi è quella che più mi ha soddisfatto oggi) pare pendente a destra ma vi assicuro che la livella segnalava l’orizzontalità della strumentazione, come potete verificare anche per le nuvole all’orizzonte che non sono pendenti.

La strada per Fonte Majure oggi era uno spettacolo. Le nubi sovrastavano scure i prati in fiore che, invece, mostravano tutti i loro colori sgargianti tingendo di verde, giallo e fucsia il cupo silenzio che avvolgeva le cime dei monti tondeggianti che spaccano le terre d’Abruzzo dalle vicine Molisane.

Il tempo di piazzare la strumentazione ed ecco che il vento sferzante mi ricordava subito che in quel luogo incontaminato vigevano leggi chiare, semplici e naturali. Forse sarei riuscito a ritrarre quelle sensazioni. Il freddo era intenso e, se non fosse stato per i colori che mi circondavano, avrei creduto di essermi svegliato in un pomeriggio di fine inverno.

Mentre l’autoscatto esauriva il suo conto alla rovescia il mio sguardo cadde a nord, verso il bosco e nel suo fitto cuscino di quercie e faggi immaginavo una casa. L’aria nel fitto della vegetazione sarebbe stata tiepida ed il vento sferzante che mi gelava una dolce brezza dall’odore frizzante che portano con se i faggi. Desideravo decisamente essere a riparo al suo interno dove il silenzio non era rotto dal vento ma dai versi degli animali.

Ripresi i pochi scatti come fossero stati un tesoro di ricordi, decido di rientrare a casa mezzo infreddolito ma con quella leggerezza d’animo che può lasciarti l’aria limpida e i verdi colli.

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