Ho i dati tra le nuvole!


Certo che il cloud computing lo immaginavo differente. Evidentemente non ci avevo capito una mazza!

Per chi non ha mai sentito parlare del cloud computing posso provare a spiegarlo con parole semplici. Praticamente tutto il software che un utente utilizza e tutti i dati che elabora con tali software sono fisicamente presenti su un sistema distribuito cui accedete attraverso un terminale. Parlando per esempi, questo significa che la suite di office che utilizzate per editare i vostri testi non sarà più presente sul vostro computer ma su un server ed anche i vostri files saranno mantenuti su un server. Per usare questi programmi utilizzerete un computer (laptop, netbook ecc…) che tramite internet si connetterà al “mega centro di calcolo” dove risiedono tutti i vostri dati e i programmi. PRATICAMENTE SUL VOSTRO COMPUTER NON CI SARANNO NE PROGRAMMI NE FILES ma semplicemente un sistema operativo in grado di connettersi al sistema distribuito.

Fatte le opportune eccezioni che questa tecnologia porta o porterà (magari potrete lavorare anche off line, caricare i vostri file su un dispositivo fisico di memorizzazione di massa ecc…) il mio discorso verte su un altra questione. Colui che porterà l’informatica domestica o aziendale nella cloud sarà ovviamente Google.

Big G sta investendo molto nello sviluppo del suo Chrome OS e della sua piattaforma di applicazioni come GMail, Google Docs ed altro che sono applicazioni web based. Lo stesso Chrome OS, lasciando stare le meccaniche interne, dal punto di vista dell’utente è paragonabile all’utilizzo di un browser.

Ma è davvero così che sarà la cloud? Nonostante i progressi che si faranno sarete disposti ad abbandonare una suite di office per migrare il vostro lavoro su Google Docs? Ho avuto modo di conoscere molti utenti che non cambierebbero mai Ms Office con OpenOffice perché quest’ultimo è limitato rispetto al blasonato programma di Microsoft. Come potranno questi passare ad una suite web che di certo non offre che un numero comunque limitato di controlli?

Per non parlare di software come Photoshop, cui affiancare GIMP per molti è una bestemmia. Quale app web potrà implementare un sistema come Photoshop?

L’approccio di Google è senz’altro interessante (lasciando stare i discorsi di privacy e di libertà di uso del software che verrebbero distrutti dalla sola parola “cloud” in qualsiasi modo essa sia implementata), considerato anche che molti di noi utilizzano già le sue applicazioni ma lo vedo come un approccio molto soft che non potrà mai sostituire la computazione classica con tanti sistemi autonomi.

In realtà il cloud lo avevo immaginato in maniera decisamente più semplice. Desktop Virtuali!

Se il cloud computing è la possibilità di accedere al proprio sistema attraverso internet e tramite qualsiasi terminale nel mondo allora perché non implementarlo attraverso la tecnologia già esistente del Virtual Network Computing.

Un VNC è un programma che (spiegandolo con la grattugia) consente il controllo remoto di una macchina su cui è installato un server VNC. In pratica sul sistema centrale configuro un server VNC e con il mio laptop in giro per il mondo posso avviare una sessione in cui in una finestra visualizzo l’interfaccia del sistema operativo che ho sul server. Se è windows vedrò il desktop con “start” ecc… come se il monitor e la tastiera del laptop fossero il monitor e la tastiera del server. Se questo approccio venisse esteso a milioni di utenti, ogniuno con il proprio account sul server allora avrei un’infrastruttura cloud. Non solo, avrei la possibilità di scegliere un sistema Linux, Windows o quello che vi pare ed utilizzare il software che vi pare.

Con un VNC potete pensare di caricare su un netbook (ma perché no su un ipad) una sessione Autocad, tanto la potenza computazionale di Autocad ricadrà sul server. Se la cloud invece si baserà sul modello web allora si dovranno riscrivere applicazioni apposite per riprodurre il funzionamento di Autocad o implementare un ponte che colleghi il sistema browser con l’applicazione.

Se poi siete dei geek e usate solo la shell allora potete creare un account su uno dei tanti server *nix e voilà, già ora siete nella cloud essenzialmente.

Ovviamente far girare un sistema Windows o Linux con VNC distribuito su scala mondiale comporterebbe effettivamente carichi di lavoro server davvero enormi mentre l’approccio web è già de facto abbastanza stabile con le infrastrutture odierne. Comunque non ho fretta: preferirei aspettare lo sviluppo di supercomputer o soluzioni tali da consentirmi di utilizzare nella cloud il software che utilizzo ora piuttosto che migrare tutte le mie attività su sistemi web based che onestamente non sono confrontabili con lo sviluppo tecnico raggiunto dal software all’anno Domini 2010 (quasi finito 🙂 ).

In conclusione devo dire comunque di prendere quel che ho detto con le pinze. Magari bolle in pentola qualcosa che neanche immagino ed alla fine questo approccio alla cloud si rivelerà davvero valido. Dopo avervi annoiato abbondantemente è giusto chiudere quì e lasciarvi con una foto che ho preso oggi 🙂

 

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