La buona vecchia lana


Ero in procinto di scendere in paese per fare delle spese quando nell’armadio mi è caduto l’occhio su una vecchia giacca che utilizzo prevalentemente per passeggiare al bosco o per altre attività nella natura al confine tra autunno-inverno o inverno-primavera. La giacca ha una sottile imbottitura di ovatta o panno e comunque non si può dire di essere “calda” o anti-vento. È un guscio senza pretese, forse dieci o più anni fa aveva lo strato esterno più isolante ma senza esagerare. Quel che mi è passato per la testa vedendo quella giacca è: ma come facevo a fare un inverno con questa? Le temperature in paese possono essere molto rigide e comunque la sera se non si va sotto zero di certo non si superano i 3-5° ed il decennio scorso era sicuramente in media più freddo di ora. Eppure non riuscivo a capire quanto più resistente al freddo dovevo essere per uscire così abbigliato. Pertanto ho deciso di tirar fuori il vestiario che avrei utilizzato 10 anni fa e vedere come si comportava e se il tutto poteva essere utile per qualche uscita fotografica al tramonto o di notte con la neve, insomma le condizioni in cui stare fermi per molto tempo significa patire particolarmente il freddo. Quest’inverno avevo gia deciso di utilizzare, come in passato, le calze calde e la maglietta primo strato in lana e cotone. Ho quindi aggiunto una maglietta sintetica a collo alto e come maglia ho ripescato una maglia in lana che mi aveva fatto mia madre. La maglia dopo anni di utilizzo aveva la lana infittita ma il potere isolante era ancora buono: anzi! In testa al posto del copricollo in pile che porto sempre ho messo il cappello in lana che utilizzo quando si accende un fuoco all’aperto per evitare che una scintilla mi mandi a fuoco la testa o per freddo estremo. In realtà è un passamontagna (forse non dovrei andare in giro per negozi con un passamontagna😀 ) e vi assicuro che molti anni fa per muoversi quando faceva bufera era comodo, ora se nevica fa 30cm e poi smette ma non è sempre stato così. Anziché mettere la giacca vecchia ho ovviamente messo il piumino e sono sceso in paese. Finita la spesa ho fatto un giro piano piano mi accorgevo che non solo

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non avevo freddo ma dentro quello scafandro cominciava a fare un caldo bestiale e praticamente giravo con il piumino aperto. Ora capisco perché andavo in gira con una shell sottile e sintetico, la lana che indossavo negli strati precedenti è inconfrontabile con il pile semplice! Ovviamente il pile vince come peso, come asciugabilità e come comprimibilità. Queste caratteristiche rendono il sintetico come materiale più usabile in un contesto escursionistico ma a meno di utilizzare particolari tessuti tecnici la lana è un tessuto incredibilmente caldo e isolante. Penso che utilizzerò tranquillamente questo tipo di vestiario quando dovrò fare fotografie con molto freddo. Aggiungo, infine, per completezza che anche le gambe vanno protette dal freddo ed è molto importante curare questo aspetto qualora il freddo costituisse un problema. Sarebbe un errore coprirsi allo stremo la testa ed il busto e lasciare isolate in maniera pessima le gambe.😉

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