Ancora a Barrea


Ritorno spesso in alcuni luoghi in cui ho già scattato foto. Questo perché per ottenere scatti particolari serve oltre ad una buona dose di tecnica e di fortuna anche una certa perseveranza. Ogni giorno è diverso e sta all’intuito del fotografo capire dove ci sarà la giusta luce con il meteo corrente.

Non è sempre detto che si ritorni a casa con la memory card o il rullino pieno di scatti interessanti. Magari è intuitivo pensare che un paesaggio che è sempre al suo posto, immutato dia sempre ottime fotografie ma questo ovviamente non è vero dato che fotografia significa “scrivere con la luce” e può capitare che la luce non sia buona o che il fotografo non sia in grado di sfruttarla. 🙂

Per questo, con la complicità di una sana cocciutaggine, mi reco talvolta nei luoghi che ho già fotografato alla ricerca di una luce migliore o semplicemente per sperimentare focali e composizioni diverse magari in stagioni diverse.

In realtà, da amante dei colori, sto aspettando con ansia la primavera e le sue pennellate di verde chiaro ed esplosioni di colori dei fiori di campo, il tutto condito da nuvoloni temporaleschi.  🙂

Nell’attesa, comunque, sono tornato a Barrea per fare qualche scatto in questo borgo. Devo dire che in generale non sono rimasto soddisfattissimo perché la luce era davvero complessa da gestire e la leggera foschia che toglieva nitidezza all’orizzonte senza avvolgerlo in una pesante nebbia ha richiesto un po’ di lavoro in più in post produzione. Per questo le foto in cui ho ripreso il lago le ho etichettate come fine art mentre le altre non hanno subito un ritocco pesante.

Veniamo quindi alle foto del lago che erano ovviamente l’oggetto principale dell’uscita.

 

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Per questa foto avevo deciso di usare il Samyang 14mm f/2.8 (ricordate che sono su Canon 1000D APS-C quindi la focale dev’essere moltiplicata per 1.6 a causa del crop dell’immagine dovuta alle dimensioni ritotte del sensore rispetto al formato full frame). A livello prettamente compositivo la scelta del samyang è caduta sul fatto che con 14mm mi era possibile prendere buona parte del paese e decentrare quindi il lago, costruendo una scena meno statica e centrale. La scena così sarebbe stata sicuramente di maggior interesse rispetto a questa che avevo scattato in 18mm (con tutto il favore di un cielo stupendo 🙂 ): VAI ALLA FOTO

I contro di questa focale, a livello compositivo, li osservo soprattutto nella parte in basso a destra che è totalmente coperta dagli alberi che, spogli, non aggiungono nulla alla foto ed anzi creano una zona piuttosto disordinata. In ogni caso la foto mi risulta piacevole.

Come al solito ho esposto la foto per catturare i dettagli delle alte luci, recuperando le ombre in post produzione. Con le fotocamere digitale date sempre priorità alle alte luci, se bruciate un cielo non lo recupererete mai mentre se la terra vi appare scura basta ridare luce alle ombre e riavrete tutti i dettagli. Nella fotografia a pellicola negativa avviene il contrario e se scattate una foto sottoesposta è molto difficile che riuscirete ad avere i dettagli delle ombre mentre vi sarà perdonata una sovraesposizione di 2 o 3 stop.

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In questa e nelle prossime foto siamo ritornati al plasticone 18-55mm . I particolari su cui mi sono concentrato per questo scatto sono stati:  il lago davvero setato ed infine i paesini al cospetto della montagna (Civitella Alfedena sulla sinistra e Villetta Barrea sulla destra). Si nota sempre la foschia ma anche quella è parte del gioco. 😀

Prima di scattare le foto del lago, che hanno goduto della luce più soffusa del tramonto, ho ripreso qualche scorcio del paese:

 

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8 risposte a Ancora a Barrea

  1. Marco ha detto:

    Sono tutte stupende, non so proprio scegliere la migliore!

  2. Florinda ha detto:

    Complimenti, tutte meravigliose!!!

  3. hortus ha detto:

    Ciao Giovanni, la prima foto è quella che mi colpisce di più. È drammatica oltre che per le nuvole per le linee diagonali disegnate dalle montagne (sembra di essere in un film in bianco e nero di Friz Lang). I colori, presenti quasi esclusivamente nel borgo sulla destra, lì concentrano l’attenzione dello sgardo. Sembra che qualcosa di terribile stia accadendo proprio lì, nell’intero borgo o dentro qualche abitazione. Spero di non fare brutti sogni questa notte 😉
    A presto,
    Davide

    • Mamma mia… era una scena forte ma non immaginavo così. 😀
      Scherzi a parte, quando ti trovi a fotografare un borgo arroccato ed immerso nel verde è come essere ogni giorno a contatto con una storia.
      Le montagne che ti cingono lo sguardo, il lago lungo e silenzioso e le case piccole ed antiche al cospetto dei ruderi di un castello diventano un luogo interiore, una specie di specchio delle coscienze.
      Così capita che in un giorno di sole il tutto diventi romantico come in un giorno di nubi quello stesso piccolo mondo narri storie cupe.
      Un luogo davvero adorabile Barrea come i molti comuni del Parco. 🙂

      Grazie della visita Davide!!!

  4. hortus ha detto:

    Tieni presente Giovanni, che tu eri lì a fotografarlo. Io non conosco questo posto, non ci sono mai stato e lo vedo dalla fotografia… e mi ha dato questa sensazione… un poco horror. La fotografia – come dice barthes nel bellissimo libro “La camera chiara” è polisemica e può dar adito a diverse e, come nel nostro caso, contrastanti interpretazioni. Comunque, a parte questo mio bla bla, la foto mi piace molto.
    A presto,
    Davide

    • Sicuro! Ma infatti non sono in contrasto con il tuo parere, anzi me ne compiaccio in quanto se una foto è in grado di generare sensazioni ed emozioni (talvolta intense) quello per me è il più grande complimento che mi si possa fare! 🙂

      Poi le diverse interpretazioni contribuiscono ad animare il paesaggio. Sono quelle le storie di cui ti dicevo, ogniuno guarda la foto ed immagina cosa stia accadendo in quell’attimo. Quando nasce una storia nell’immaginazione dell’osservatore allora viene davvero il bello. Tanti immaginanon tante storie 😀

      Grazie!!

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