Verso ovest


Dovevo tornare a passeggiare in una pinetina vicino Rionero Sannitico. Me lo ero ripromesso perché ogni bosco è diverso dall’altro ed anche camminarci lo è. Così una pineta può offrire un pavimento di morbida erba cespugliosa e muschio che ti sembra di passeggiare su un piumino scricchioloso.

Ieri era una buona giornata per passeggiare ma non per scattare foto,  pensavo! E mi sbagliavo di grosso ma già da qualche giorno avevo ricevuto il monito di portare con me la reflex così l’ho distrattamente ficcata nello zainetto (ficcata distrattamente per modo di dire… 😀 ).

Parcheggiata l’auto, ho cominciato a passeggiare qua e la.

Non riuscivo a crederci ma l’orizzonte migliorava sempre di più e dalla foschia emergevano le Mainarde in tutto il loro splendore (lo so… ho rotto con ste Mainarde 😀 ma vi sfido a vederle e a non scattare loro neanche una foto 😉 ).

Nel mentre tra un passo e l’altro, immerso nel fresco odore dei pini che è più giovane e leggero di quello delle querce, andavo alla ricerca di qualche inquadratura che potesse premiare l’inaspettata bellezza della luce che filtrava in quel momento.

Fotografare i boschi fuori da un sentiero che guidi l’occhio e crei continuità nelle forme è una cosa per me molto complessa, non smetterò mai di ripeterlo, ma tento comunque di riprendere quei particolari che comunque emozionano il viandante e rilassano colui che guarda gli scatti.

Uscito dalla pineta ho potuto constatare come la luce sulle montagne stava passando da buona ad emozionante :D. Riprendere  un simile splendore di raggi che fendevano le nubi in un tramonto dorato era quasi un onore oltre ed una fortuna ed un piacere.

Le ultime luci del giorno si stavano avvicinando e l’oro lasciava il posto al fuoco. L’orizzonte si incendiava mentre il sole, come una sfera rossa faceva la sua comparsa da dietro le nubi. Ad est, il cielo, pian piano riprendeva il colore azzurro che sarebbe divenuto blu notte.

Da un luogo sopraelevato potevo gustare questo tramonto con la Meta, il Monte Greco e gli altri monti del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise sullo sfondo. Con il sorriso a quarantaquattro denti lasciavo passare i minuti a contemplare quel sole che si mostrava rosso fuoco ed al momento giusto: click! Un paio di foto che non potevano sfuggirmi anche se ben poco rappresentano lo splendore di quel tempo passato con gli elementi più puri della Natura.

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