GNOME 3: santificato o bocciato?


Quando stavo pianificando il passaggio a Fedora, ero molto incuriosito dal Desktop Environment GNOME 3 che supponevo fosse una naturale evoluzione di Gnome 2 con un’interfaccia modernizzata e nuove funzionalità pur mantenendo la struttura che merita un desktop potente e adatto a tutti i tipi di utenti. Mi sbagliavo!

Il primo impatto con G3 è dei migliori. Un desktop bello, coerente e dinamico da usare. Semplicissimo e orientato alle applicazioni (attività). Ottimo per i dispositivi con schermo di dimensioni ridotte come quelli montati sui netbook o tablet. Visualmente ed interattivamente creato per strizzare l’occhio agli schermi touch e con quella irresistibile voglia di essere figo!

Però dopo un’ora la fantasia ti passa e capisci che il sistema, così come è rilasciato, è nettamente meno usabile del suo predecessore… e questo mi ha infastidito parecchio giacché sono stato sempre dalla parte dello gnomo.

Quando penso che sia arrivato il momento di effettuare una nuova major release di un software, la prima cosa che faccio, prima ancora di pensare alle innovazioni, è quella di discernere le caratteristiche che sono utili da quelle di cui il software è meglio essere ripulito. Se quelli di Gnome hanno realmente discusso questo passo, allora mi pare che abbiano ritenuto inutili, e quindi giusto da eliminare dall’interfaccia delle finestre, i pulsanti di “riduzione a icona” e “ingrandisci finestra” (oltre al poco usato “metti in primo piano su tutti i desktop virtuali”). Quindi per ingrandire le finestre si ricorre al doppio click sulla barra mentre per ridurre sulla barra delle applicazioni si deve usare o una shortcut o un menu. Ma davvero la maggior parte degli utenti non usa ridurre le applicazioni a icona tanto da giustificare la rimozione del pulsante?

In realtà la spiegazione penso di conoscerla: l’interfaccia è di moda se è pulita, essenziale ed al più minimale… evidentemente a costo di mutilare il sistema di una funzione a mio avviso tra il comodo e il fondamentale.

Poi la visione app-centrica di questo nuovo DE penso si rifletta anche sulla barra delle applicazioni che ospita solo l’applicazione in primo piano. Praticamente non ho la possibilità di vedere nella barra tutte le applicazioni aperte. Perchè? Semplicemente perché si è scelto di affidare questo compito alla schermata delle attività. Si va con il mouse sull’angolo in alto a sinistra ed ecco che tutte le applicazioni aperte vanno a disporsi in questo modo per essere facilmente rintracciate.

Il tutto è bello, per carità! E una funzione simile la usavo con soddisfazione attraverso compiz ed è presente nei maggiori desktop di qualsiasi casa produttrice. Il punto, però, è che si tratta di un accessorio per avere una panoramica della situazione ma non può essere usata in un ambito lavorativo come la scelta unica per visualizzare le applicazioni aperte. Se io sto scrivendo un documento e devo controllare dei dati che ho sul web non posso permettermi la “deconcentrazione” del sistema che mi toglie tutte le 15 finestre aperte e me le riarrangia. Ho la barra delle applicazioni e clicco sull’icona per aprire la mia pagina web o sul file manager ma senza scombussolare il lavoro facendo saltare finestre quà e là. È una funzione utilissima ma che non può sostituire la barra con tutte le applicazioni aperte.

Stessa cosa per lanciare un programma. Devo rinunciare alla visualizzazione dello spazio lavoro per avere una lista di mega-icone (ancora stile app) che monopolizza il desktop. Non è normale! Semplicemente non lo è su un desktop e non lo è a meno che non si debba lanciare il browser per andare su facebook e il player per sentire la musica. Se sto lavorando e per lanciare la calcolatrice mi si deve ecclissare tutto lo spazio di lavoro, mi alzo e vado a prendere la calcolatrice vera.

L’app-centrismo di questo desktop si vede anche nel cliccare sull’icona di una applicazione già aperta e, al posto di caricare una nuova istanza dell’applicazione, semplicemente ripassa in primo piano quella già aperta a meno di non tenere premuto CTRL e cliccare. E quì che io voglio una barra delle applicazioni in cui posso cliccare per portare in primo piano le applicazioni aperte e un menu delle applicazioni per lancire nuove istanze. Se clicco una seconda volta sul file manager è perché ho bisogno di aprire un’altra finestra e non di riportare in primo piano la precedente.

Ovviamente il desktop, come da tendenza, non può più ospitare icone ecc… forse si potranno mettere dei widget?

Queste piccolezze, che magari possono essere riconfigurate lavorandoci sopra, mi hanno lasciato con l’amaro in bocca.

Insomma sembra un’interfaccia fatta su misura per un tablet con touch screen: controlli grandi, icone grandi, comandi di controllo interfaccia ridotti al minimo, animazioni fluide di scorrimento e totale distacco tra l’esecuzione di una applicazione e la gestione dell’ambiente di lavoro. Io l’avrei chiamato GNOME Mobile o comunque una versione adatta ad un pc da salotto ma di certo non un desktop “potente” in quanto a controllo. Per come uso io il pc non credo di potermi più affidare a GNOME (e sono arrabbiato per questo) e non ho intenzione di dedicare tempo a configurazioni o modalità legacy varie.

Auguri a tutti gli utenti linux che hanno finalmente trovato un desktop fresco, giovane, elegante e alla moda. Magari fra qualche anno Gnome2 verrà dimenticato e con esso, a mio avviso, uno dei desktop più usabili della storia dell’informatica a finestre. 😀

Ovviamente non ho intenzione di “divorziare” dal filone Gnome perché comunque ben concepito per un ambito “net” o per un utilizzo tramite touchpad ma per tutto quello che non orbita attorno al solo browser aperto avrò bisogno di ben altre caratteristiche.

Santificato o Bocciato dunque?

Impossibile dirlo… mi sono ritrovato spiazzato da un sistema che reputo bello e alla moda e al tempo stesso che manca di tante funzionalità che negli anni hanno modellato un sistema di desktop ben adatto ad un pc classico. Per me si è cercata una estrema semplificazione  e pulizia per creare una “esperienza utente” che si distacca dal pc classico per avvicinarsi ai terminali mobili e net-oriented. Ed in questo momento non ne posseggo.

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2 risposte a GNOME 3: santificato o bocciato?

  1. pietro ha detto:

    quoto, gnome 3 e ubuntu unity mi stanno costringendo a cercare altrove, la mia sfera di cristallo mi mostra lxde e kde nel futuro, lxde sul pc vecchio e kde sul desktop, aspettando ottobre/novembre per la scelta definitiva intanto mi godo ubuntu 10.10 con gnome 2 che mi tiene compagnia dal 2007

  2. alessio ha detto:

    Quoto anche io, al 100%. L’impatto iniziale è stato dei migliori, ma poi quando ho usato gnome3 “in produzione” per 4 giorni ho incontrato le stesse difficoltà. Lo stesso dicasi per unity.

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