Improvvisando con il tin whistle


A volte, la sera, passo un po’ di tempo a suonare il tin whistle. Non suono un brano, suono e basta! E’ rilassante, si tengono note lunghe e magari basse: più che la melodia in se, si cercano le vibrazioni delle note.

Così, ad occhi chiusi passano anche quei quattro o cinque minuti in cui ci si perde a dialogare con se stessi nella lingua dello strumento. Ci si trasporta, anche se per poco, in un mondo ancestrale dove i primi suoni si mescolavano al crepitio della legna arsa in un fuoco sotto una rupe.

Ieri sera ho voluto registrare una di queste suonate. Ovviamente dinanzi un microfono è più difficile astrarsi ed inevitabilmente si pensa spesso ad una prossima nota che non guasti con le precedenti (rischiando anche di commettere errori) ma fortunatamente, non conoscendo la musica teorica, non ho avuto proprio moltissimo su cui pensare e credo di non aver snaturato la melodia finale. Ed a pensarci bene, poi, è anche divertente riascoltare il tutto poiché mentre suoni in realtà non è che percepisci il brano in senso globale… a malapena percepisci la nota precedente e quella successiva, sennò che improvvisazione sarebbe. 🙂

Giusto un paio di note tecniche finali: non avendo flauti bassi ho abbassato in post d’intonazione e aggiunto anche un po’ di riverbero perché ero sul fisso e non potevo andare a registrare con il microfono nella doccia. xD

Buon ascolto!

Advertisements
Questa voce è stata pubblicata in musica, riflessioni, varie e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...