Pubblicare su Amazon: un dato fondamentale


kdpMolti di voi, come me, sono affascinati dalla piattaforma Kindle Direct Publishing, che permette a chiunque di pubblicare il proprio manoscritto e renderlo disponibile, in poco tempo, ad un segmento di pubblico vasto come quello degli utenti Amazon.

Tuttavia, affrontare l’autopubblicazione, richiede una certa abilità di promozione del proprio prodotto che spesso segna la differenza tra un ebook con molte vendite ed un ebook che resta dimenticato.

Un parametro che io ritengo fondamentale è che invece è totalmente assente nelle statistiche della piattaforma KDP è quello dei click sul proprio libro. Vi sembrerà magari un parametro inutile, in quanto è ben più interessante sapere gli acquisti ed i download dei click “a vuoto”, eppure è un dato fondamentale per comprendere a pieno cosa premia o al contrario punisce il nostro libro.

Poniamo un esempio:

Il libro “Era meglio se guardavo in bocca al caval donato” ha generato 1000 click ed ha venduto 10 copie.
Il libro “Guida pratica per dentisti del caval donato” ha generato anch’esso 1000 click ed ha venduto 100 copie.
Da quì possiamo fare una rapida analisi e stabilire che entrambi i libri hanno ricevuto un certo numero di visite ma il secondo ebook ha venduto 10 volte più del primo.  Dunque, il secondo libro ha qualcosa che convince più del primo (il libro è scritto meglio? La copertina o la sinossi sono più convincenti? ecc…).

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Grazie a questa analisi, possiamo intraprendere un cammino che ci guidi per le pubblicazioni future. Al contrario prendiamo un secondo esempio:

Il libro “Era meglio se guardavo in bocca al caval donato” ha generato 10 click ed ha venduto 5 copie.
Il libro “Guida pratica per dentisti del caval donato” ha generato anch’esso 1000 click ed ha venduto 100 copie.
Sembra anche quì che il secondo libro, renda più guadagni del primo ma non è così!
(5/10)*100=50% primo libro
(100/1000)*100=10% secondo libro
Quindi mentre il 50% delle persone che ha visto il primo libro lo ha anche acquistato, il secondo libro lo ha acquistato solo il 10% delle persone che lo ha visionato. Allora perché il secondo libro ha venduto di più? Perché ha raggiunto più pubblico. In pratica non è un problema di libro, quanto di pubblicità del primo che ha raggiunto solo 10 persone.

Grazie a questo rapporto click/acquisti, possiamo infatti arrivare a fare una analisi completa riguardo la qualità del libro e della sua presentazione VS la strategia di marketing per pubblicizzarlo.

Servirebbero inoltre dati statistici quali l’età e i gusti delle persone che acquistano i nostri libri ecc… ma tutto ciò non mi è sembrato visualizzabile dalle statistiche di KDP, lasciando il povero autore (che deve farsi anche promotore del proprio lavoro) in un limbo di dati di vendita in cui spesso è complicatissimo trovare una logica per incrementare i propri lettori e quindi guadagni.

Solo grazie a strumenti pubblicitari di terze parti, infatti, ho potuto cominciare a comprendere quanto le vendite fossero legate anche alla qualità del marketing di promozione del libro.

Amazon, datti una mossa ad integrare statistiche più prolisse😀

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2 risposte a Pubblicare su Amazon: un dato fondamentale

  1. malosmannaja ha detto:

    analisi interessante. rifletterei però sul fatto che nella realtà corrente è il successo, ovvero il mercato, a determinare la quantità di un’opera d’arte. preciso che non si tratta di un refuso: ho volutamente evitato di scrivere “qualità” in quanto tale termine desueto, oltre che essere di difficile definizione inter-soggettiva, è altresì privo di interesse commerciale. ergo, se il concetto stesso di “qualità” è completamente rimpiazzato da quello di “quantità”, potrebbe essere che le due variabili siano in realtà la stessa variabile sotto mentite spoglie e che quindi sia quantomeno impossibile uno studio di funzione. in altre parole, potrebbe essere che la “quantità” del libro e della sua presentazione coincida la sua “qualità” ovvero con la strategia di marketing per pubblicizzarlo.

    • Quel che dici è vero. Infatti ho notato, nella letteratura del fantastico, una certa omologazione delle tematiche (urban fantasy, streghe, ecc…) come anche nei titoli e nelle copertine dei libri che sono in testa alle classifiche delle vendite (ergo sembrano tutti uguali). Questo appunto è quello che chiede il mercato e di conseguenza quello che i consumatori sono portati a “consumare”. Poi all’interno di ciascuno dei due blocchi: “ciò che fa tendenza” e “ciò che non fa tendenza”, si creano, ad albero binario, altri due blocchi che sono ciò che è ben pubblicizzato (marketing, copertina, base di utenti di partenza ecc…) da ciò che non lo è. All’interno poi di questi sottoblocchi si va a creare una effettiva classifica riguardante la qualità vera e propria della storia e della scrittura.
      Per questo sarebbe importante valutare la qualità della propria opera sempre individuando il contesto in cui questa si muove e non solo in base alla risposta del mercato.
      Questa è ovviamente una risposta del tutto idealista perché nella realtà, ed intendendo usare la scrittura come mezzo di sostentamento se non un lavoro vero e proprio, vale alla lettera quanto hai scritto.
      Grazie del commento e buona giornata.

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