Superstizioni, esoterismo, fantasia e luoghi meravigliosi


14436219961_f1fcfa4059_mDopo “La fuga de ru scurdat“, che sta raccogliendo molte impressioni positive, sto scrivendo un nuovo racconto ambientato sempre a Castel di Sangro, nell’Abruzzo di un tempo che fu.

A differenza del precedente racconto, però, questo esplorerà più il tema della superstizione e delle credenze popolari. Infatti spesso, nello scrivere un fantasy che racconti di mondi immaginari ed elfi e giganti nordici, ci dimentichiamo di quanto possa essere affascinante anche il piccolo mondo in cui viviamo.

La nostra è una terra di streghe, di creature buone e malvage, di diavoli e di racconti delle “anme sant” (i defunti) che ti vengono a tirare i piedi la notte. 😀

Un tempo tali leggende venivano raccontate ai bambini, per intrattenerli o peggio per spaventarli e tenerli lontani da pericoli che non avrebbero giustificato con il loro buon senso non ancora formato. “Fattarelli” che però affondavano le radici in superstizioni e credenze ben più remote e che raccontavano di esseri ancestrali che esistevano ben prima della dottrina Cristiana.

La fuga de ru scurdat - Clicca per scaricare il racconto

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A questi racconti, vanno poi aggiunti gli affascinanti toponimi di cui l’Abruzzo e l’Italia tutta può fregiarsi: le “Toppe del Tesoro”, “Spino Rotondo”, “La Meta”, “Il Passo dei Monaci”, “La fonte dell’Orso” ma anche di terribili come “Il colle delle forche” o la “Serra del Cavallo Morto” appena a sud di Scanno (altro nome che ad orecchio riporta al macabro verbo scannare e che se non altro stimola la curiosità di saperne di più sulla storia ed i misteri del luogo).

Per questo e per altre mille storie che permeano dalla terra su cui cammino, mi trovo particolarmente a mio agio ad attingere dai luoghi e dalle superstizioni per fantasticare e scrivere di un tempo che non ho vissuto ma che senz’altro, nella mente, è affascinante.

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