Ricerca dei miti sepolti nel bosco


OLYMPUS DIGITAL CAMERASto cominciando la prima stesura, quella carta e penna, del terzo racconto ambientato nella mia terra. Se avete già letto Il Diavolo dell’Arazzecca e La fuga de ‘ru Scurdat, troverete in questo racconto una nuova storia, che in qualche modo si ricollegherà agli eventi ed ai personaggi delle precedenti avventure, conservando intatto il fascino di una terra misteriosa e piena di segreti.

Come dicevo, la prima stesura è in qualche modo una scrittura veloce, dinamica e più che altro  contornata dalla ricerca del vero “carattere” della storia. Questa volta, le vicende narrate porteranno i protagonisti ad esplorare nuovamente il bosco di Scodanibbio, di conseguenza ho cominciato una piacevole ricerca dei miti e delle leggende che aleggiano sul bosco. Fonte inesauribile di fatti storici e tradizioni popolari: Raffaele Buzzelli, un compaesano e per molti anni bibliotecario, mi ha dato tanti di quegli input che in un solo giorno ho scoperto più cose

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del bosco di tanti anni che l’ho vissuto. Non vedo l’ora di riversare, stanotte, sul taccuino tutto il materiale raccolto: addirittura si può ipotizzare anche che una zona del bosco era anticamente un luogo di culto… roba da ambientarci romanzi più che racconti ma vedrete, anche se ci vorrà un po’ di tempo, come per il seguito di Lissandra della Montagna.🙂

In serata sono anche salito su al bosco (da cui  ho preso le foto per questo post). La neve è praticamente sciolta, tranne nelle zone zone più in ombra e il bosco sta lentamente riprendendo vita, segno che la Primavera sta per arrivare.

taccuino

Il taccuino con gli appunti del bosco

Nel bosco si stava bene, tirava solo una brezza e profumava tantissimo perché il pavimento di foglie era ben inumidito dal manto di neve che vi si era posato sopra nei giorni scorsi. In questi casi poi, quando le foglie sono bagnate dalla neve, diventano soffici e puoi camminare senza far rumore come a poggiare i piedi su un materasso.

Ovviamente sulle restanti chiazze di neve si potevano scorgere ancora le impronte fresche di qualche volpe ed anche un tasso (si vede che l’orma è piccola e ha i lunghi artigli tutti dritti).

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Approposito, avete visto il trailer con lettura introduttiva de Il Diavolo dell’Arazzecca su youtube? GUARDATELO miraccomando🙂

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