La chiave fuori dalla porta


In questi giorni, sul ezine di informazione del mio paese: http://www.teleaesse.it/ è apparso un articolo riguardante la profanazione di due tombe per sottrarne i resti. La violazione di un cimitero e l’oltraggio di un defunto è una delle cose più incivili che possano esistere e questo episodio mi ha riportato indietro di molti anni… Diversi anni fa, mi ricordo che giravo per il paese e vedevo le chiavi fuori dalla porta delle case. Anche mia nonna lasciava la chiave fuori e se doveva andare a far la spesa magari lasciava la porta accostata. Prima ancora, addirittura, il pomeriggio si lasciavano le porte aperte e chi voleva venire a farti un saluto, bastava che bussasse alla porta ed entrasse.

Banalmente nessuno pensava che fosse necessario chiudere una porta per questione di sicurezza e le serrature, in alcuni casi, erano una specie di formalità per tenere attaccate due parti di una porta.

Poi sono cominciati i furti, la diffidenza, l’indifferenza e le serrature più sofisticate per proteggere i propri spazi e la propria privacy ma anche così rimaneva la tranquillità di poter contare comunque sul rispetto e sulla sicurezza di poter vivere come meglio si credeva.

Quel gesto non è stato solo un oltraggio ai defunti ed alle loro famiglia ma anche un ripugnante attacco alla libertà di chiunque che da ieri è diventato più diffidente e più astioso verso il prossimo.

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