Gli USA e le armi


gunEnnesima sparatoria in un college negli Stati Uniti (Oregon per la precisione), ennesima strage. Ennesime polemiche, ennesimo “nessun” cambiamento ma d’altronde ci siamo abituati anche noi per i mille problemi che attanagliano il Bel Paese.

Il problema con gli statunitensi semmai non è nell’incapacità di prendere contromisure quanto nel fatto che per loro l’arma da fuoco è un elemento culturale. Utilizzano infatti la potenza di fuoco come un metro della manifestazione di potenza.

“Large is better”, il celolunghismo della canna… del fucile o la gara a chi fa lo “scoppio” più grosso.

Basta vedere qualche trasmissione ambientata negli States per capire che il momento clou è quando c’è un’arma da fuoco di mezzo. Anche nei documentari traspare questo dettaglio che poi dettaglio non è.

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Ora, ammettendo anche che il loro sistema di governo non fosse in larga parte influenzato dalle lobbies che gestiscono il mercato delle armi e che si riuscisse ad avere norme più restrittive sulla compravendita e il porto di armi da fuoco, resterebbe comunque il fatto che sarebbero gli stessi cittadini i primi a ribellarsi, sentendosi lesi nel diritto di proteggere la propria persona con armi d’assalto.

Possiamo sicuramente dire, d’altro canto, che una norma decente potrebbe evitare di far possedere a qualsiasi pinco pallino un fucile da assalto, che come dice la parola non è tanto creato per difesa ma ottimizzato per avere una potenza di fuoco tale da essere impiegata in atti di guerriglia. Sicuramente si possono fare stragi anche con un machete ma un conto è un’arma impropria, bianca o una pistola e un conto è presentarsi armato come un soldato.

Il diritto alla difesa personale penso c’entri ben poco con un fucile d’assalto ma finché la TV insedierà nella mente dei più piccoli il mantra che con un’arma da fuoco sei più sicuro, cresceranno sempre nuovi adulti e futuri educatori che continueranno a considerare le armi di alto calibro come la propria coperta di Linus.

Basta pensare che la prima cosa che accade dopo una strage nel cittadino medio è il pensiero di armarsi a sua volta. Questa è la reazione indotta da tutto il giro d’informazione pubblicitaria a 360° di chi è interessato a produrre e vendere sempre nuove armi.

Se hai cambiato la legge ma non hai cambiato la testa, hai cambiato il nulla. Triste a chi si è beccato innocentemente una pallottola.

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