Marduchè … il nonno, il gatto e Babilonia


Marduk_and_petOggi uscivo di casa e mio padre era in cortile. Mentre parliamo arriva Biancone (il gatto senza pensieri che arrivò un giorno da noi e decise che gli andavamo a genio). Allora mio padre gli fa una carezza e lo accenta «Marduchèè!!», modo di dire che tra l’altro non avevo mai sentito e lui se ne accorge e mi dice:

«Sai chi è Marduchè?»
«No, chi è»
«Tuo nonno ci chiamava così un gatto che in pratica comandava lui. Marduchè è quello che sta sopra il faraone».

Il collegamento mentale che feci allora mi lasciò un attimo interdetto.

Non era infatti Marduchè di cui si stava parlando ma Mardùk… e di preciso, mio nonno, com’è che sapeva chi era Mardùk?

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Mardùk infatti è il corrispettivo di Ra, la divinità del sole egizia: per forza che era superiore al faraone, era un dio! Ma soprattutto Mardùk non è il nome egizio ma quello Babilonese. Insomma, mio nonno amava la cultura ma aveva avuto una vita da contadino, poi operaio e infine impiegato delle FS. Credo abbia avuto un cammino scolastico elementare, poi amava leggere ma da lì ad arrivare a Mardùk, che prima di diventare il Dio supremo di Babilonia era considerato (con altro nome) anche nei testi sumeri come figlio di Enki/EA (un anunna/anunnaki) e di una mortale, ce ne vuole. Avesse nominato Zeus, Giove o qualche re/imperatore ben noto la cosa non mi sarebbe sembrata così strana ma anche Amon-Ra sarebbe stato ben più noto della sua stessa controparte di Babilonia.

Poi il mistero si infittiva perché due erano le stranezze che accompagnavano quel nome.
La prima era nella sua associazione al faraone (“Marduchè è quello che sta sopra il faraone”). Infatti non è nella norma associare Mardùk a Ra perché questa associazione viene fatta a partire dal suo essere “il Dio Sole”, quindi già aver fatto l’associazione tra Mardùk e i faraoni mi sembra un passaggio di incrocio tra due culture davvero sensazionale per una formazione culturale elementare di inizio novecento.
La seconda cosa strana è nella pronuncia del nome: Marduchè. Se mio nonno avesse letto questo nome, sarei portato a credere che l’avrebbe pronunciato correttamente perché la cadenza del nostro dialetto porterebbe inevitabilmente a finire la parola con una C marcata e l’accento sulla ù, anzi sarebbe stato qualcosa di simile a Marr-dùkk! e invece Marduchè non solo accenta la “e” finale ma anche la “a”, pronunciato in pratica Màrduchè che è un suono stranamente dolce.

Questa storpiatura del nome credo possa derivare solo dal fatto che il nome di Mardùk, mio nonno, lo abbia ascoltato pronunciare e non lo abbia letto.

Resta comunque il puzzle del come fosse giunto a conoscenza della divinità superiore di Babilonia e di come l’abbia associata (correttamente) al Ra egizio, Dio supremo e superiore ai faraoni. 😀

Chissà! Comunque sappiate che da oggi Bianco, anche detto Biancone, Shirò e “Miao che!” porterà anche i nomi di Mardùk e Marduchè. 😀

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