Apple vs FBI, il problema è un altro


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Immagine scaricata da Google

 

In questi giorni stiamo assistendo alla diatriba tra l’FBI, la quale chiede ad Apple di sbloccare l’iphone appartenuto ad un attentatore terrorista, e il gigante di Cupertino che puntualmente ribatte “picche”, negando la possibilità di forzare il dispositivo per non minare il proprio rapporto di fiducia con i clienti.

Alla discussione è ovviamente intervenuto tutto il mondo dell’Hi-Tech, dove aziende come Google si sono schierate nettamente a favore della decisione presa da Apple mentre altri colossi come Facebook patteggiano palesemente per l’agenzia governativa.

In mezzo a tutto questo, l’unico che ha ragione, secondo me, è Bill Gates (e dire che nella mia vita ben poche volte sono stato d’accordo col suo pensiero). Per quale motivo? Molto semplice… Bill Gates essenzialmente dice che Apple deve consentire al governo di violare il dispositivo perché tanto loro possono tranquillamente farlo e questo sarebbe nient’altro che la stessa cosa di quando le autorità ordinano alle compagnie telefoniche di avere tabulati e altro materiale informativo circa determinate telecomunicazioni.

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Sia chiaro, io sono sempre a favore della privacy ma quello che dice Bill è la cruda verità. Apple dice: “per bypassare il pin del telefono dovremmo creare una versione apposita di iOS e caricarla in quel telefono. È inammissibile!”

Si ma è possibile… dunque ci sono due strade:

Strada numero 1: Apple si schiera a paladina della privacy e si adopera (come credo abbia anche proclamato) per creare un sistema davvero sicuro, dove neppure loro possono accedere con qualche trucchetto da modder.

Strada numero 2: Apple non rimane l’unica detentrice del potere di poter bypassare la sicurezza di un telefono e condivide tale potere con le forze dell’ordine che, in un mondo ideale (non col tizio dell’NSA che spiava l’ex moglie, se non ricordo male) dovrebbero essere gli unici detentori di un sovrapotere a beneficio del pubblico.

Non ci sono alternative. Come può la Apple essere la unica a tenere nelle mani il potere di forzare un dispositivo? Potere che non avrebbe dunque neppure chi dovrebbe mantenere la nostra sicurezza?

È sbagliato! Considerando anche che gli iDevice vengono usati anche da capi di governi stranieri, da presidenti di aziende e da altri soggetti appartenenti magari a circuiti concorrenti della stessa azienda, il “Si, noi possiamo ma non lo facciamo” non è abbastanza.

Se loro vogliono essere paladini della privacy, allora comincino ad aggiungere un layer di crittografia alla partizione dati del telefono, sbloccabile con una passphrase che sa solo l’utente. Se poi vogliono entrare nella meccanica della sorveglianza possono aggiungere una backdoor ma il discorso è sempre quello: non possono essere gli unici a detenere questo potere.

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