Le email del M5S che avrebbe controllato Casaleggio


Gianroberto_Casaleggio_23_maggio_2014Lo sapete, non parlo di politica ma qui si tratta di qualcosa di diverso: ci sarebbero accuse (montate ad arte o meno, di due o dieci anni fa) secondo le quali Casaleggio avrebbe spiato le conversazioni scambiate via email da parte dei deputati del Movimento 5 Stelle.

Ovviamente tutti smentiscono (e ci mancherebbe, che scherziamo) tuttavia nessuno si è posto una piccola domanda: chi mantiene i server dove sono memorizzate le email e tutti i dati di lavoro del secondo partito (ops…) politico italiano?

Io faccio una ipotesi e tale resta, fantascienza, non vuol dire niente e non serve a niente, serve solo a dare uno spunto di riflessione: immaginiamo quindi tutti (ma ciascuno con la propria testa) che tutto il materiale prodotto e scambiato dai parlamentari M5S fossero conservati su server gestiti da Casaleggio e le sue aziende. 😀

Il fulcro del problema, sarebbe quindi che tutti i dati sarebbero conservati da una persona esterna alla parte politico-parlamentare del movimento (e fin qui nulla di strano) ma che avrebbe interesse ad esaminare proprio quei dati (e questo è molto grave).

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Non lo ha fatto? Non lo so e non mi importa perché io sono un pratico sotto certi aspetti e quel che conta non è se l’ha fatto ma: è in grado di farlo? Secondo me si! Questo non per la malizia orwelliana di Casaleggio ma per un difetto dell’attuale gestione delle email: la totale mancanza di crittografia.

Ora, se i parlamentari 5 stelle vorrebbero tirarsi fuori da queste accuse e fare quelli puliti, trasparenti e all’avanguardia, non dovrebbero fare altro che passare un week end tutti insieme e imparare ad usare qualche banale tool di crittografia: anzi perché non se lo fanno spiegare da Casaleggio che queste cose dovrebbe masticarle bene (ma evidentemente non le applica?).

Se ogni parlamentare criptasse le sue email verso gli altri parlamentari del gruppo a Casaleggio alla meglio non resterebbe che esaminare le email scambiate con le fidanzate (e buttare fuori il parlamentare per uso improprio della email “aziendale”).

Ora però allarghiamo il discorso: ma gli altri partiti le cifrano le proprie email? Oppure in giro abbiamo un gran numero di server (speriamo almeno in Italia) che ospitano tutte le strategie politiche in chiaro e alla mercé di chiunque abbia accesso a quei dati?

Peggio ancora sarebbe scambiare email da gestori pubblici e magari non italiani. L’NSA già controllava i telefoni dei nostri capi di stato se poi gli andiamo a depositare pure le email in chiaro allora è meglio evitarli i vertici dei G8, G9 e Eurogruppi vari perché tanto tutti sanno già tutto.

Questa è la storia, che piaccia o no.

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