La Luna è dei lupi – recensione *no spoiler*


La Luna è dei lupi è il nuovo romanzo di Giuseppe Festa, autore che stimo moltissimo per la sua capacità di esprimere, raccontandolo in storie avvincenti, un autentico amore per Madre Natura.

Avevo già letto i suoi precedenti romanzi: “Il passaggio dell’orso” e “L’ombra del gattopardo”, e posso dire che “La Luna è dei lupi” si integra alla perfezione nel racconto di quel mondo selvaggio così vicino a noi eppur così sfuggevole.

Anche se questo romanzo è ambientato nella zona dei Sibillini, mentre i primi due raccontano prevalentemente l’Abruzzo del PNALM, Festa ci insegna a valorizzare la ricchezza naturale come un tesoro unico, distante dai giochi di leggi e confini che sono pura astrazione umana. Ci spinge insomma a fare un passo, il più importante, verso il mondo selvaggio per spazzare via gli ultimi dogmi che ci hanno portato a temerlo e demonizzarlo.

Questo libro narra di lupi e di uomini, della battaglia per la sopravvivenza e per la convivenza, con uno stile che mi ha ricordato vagamente Jack London ma con una sensibilità davvero unica.

Anche se questo romanzo non è collegato ai precedenti come trama, consiglio vivamente la lettura di tutti e tre perché, nel complesso, valorizzano la fauna simbolo del nostro paese: il lupo, la lince e l’orso. Fauna simbolo forse perché per troppi secoli è stata vittima dell’ignoranza e della paura, ed ora è vessillo (con altre specie autoctone) di una battaglia ancora in corso per riparare agli errori del passato e garantire loro finalmente la naturale prosecuzione della vita ed un habitat adeguato.

In ultimo vorrei accennare all’età di lettura e altri dettagli. Io porterei questo libro nelle scuole, davvero! Lo stile narrativo è molto fluido, lo può leggere chiunque e, nonostante il suo essere una storia di fantasia, contiene tanti dettagli che alla fine lo rendono anche formativo.
Sul formato anche non ho dubbi e consiglio il cartaceo in copertina rigida di cui mi è piaciuta molto la carta ed il carattere che mantengono un aspetto rustico ben intonato con la storia narrata.

E questo è tutto. Ora vi lascio solo qualche foto che ho scattato di recente, sperando di far cosa gradita dopo che avrete letto il lungo post😛 (ovviamente scattate qui in Abruzzo). Fatemi sapere se vi piacciono… vabbé dai, anche se non vi piacciono.🙂

 

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