Reddito di cittadinanza, microagricoltura e stipendio ai robot


Si sente parlare spesso di reddito di cittadinanza e di come questo potesse portare all’inedia di chiunque percepisse un sussidio senza lavorare.
Secondo me c’è un modo di garantire un sistema funzionale e stabile includendo una qualche forma di reddito di cittadinanza: pagare lo stipendio ai robot e introdurre la microagricoltura.

Sappiamo tutti che oggi molte delle fasi della produzione di prodotti che alimentano i mercati delle società consumistiche sono svolte da robot, che contribuiscono a sostituire il lavoro umano per efficienza. Bene, il lavoro che svolgono i robot dovrebbe essere tassato così da consentire una forma di reddito a chi non ha lavoro che è direttamente proporzionale con l’età.
Il reddito di cittadinanza però deve essere composto di due parti: una monetaria, tale da consentire la possibilità di ottenere i servizi base per una vita dignitosa ed una agricola. Una persona sana, disoccupata, dovrebbe ricevere in uso un appezzamento di terreno tale da ospitare un orto e un piccolo allevamento di galline/conigli di misura proporzionale ai componenti della propria famiglia. Tale appezzamento di terreno (non di proprietà ma in affitto gratuito) dovrà consentire di soddisfare anche in parte le necessità alimentari della famiglia, in modo da consentire l’utilizzo dell’assegno di reddito di cittadinanza per l’acquisto di beni e servizi non autoproducibili. Dovrà essere consentita inoltre la libera vendita dell’eccedenza dei propri prodotti, così da ottenere maggiori entrate monetarie durante la stagione produttiva per far fronte a maggiori necessità durante i mesi invernali. Tali microcommerci dovranno essere incentivati da parte di chi è impiegato e percepisce stipendio pieno, che quindi deve acquistare ogni bene e servizio.
In un contesto globale, anche percepire un reddito di cittadinanza+terra/allevamento non renderebbe esenti dall’obbligo di lavoro ma fornirebbe una transizione verso una economia rurale pur mantenendo una società moderna. Chi lavora il proprio orto di famiglia percepirebbe quindi uno stipendio di completamento pagato dalla produttività efficiente dei robot. Chi gestisce e progetta i robot, invece, percepirebbe stipendio pieno con la necessità di approvvigionarsi anche dai piccoli agricoltori/allevatori per avere verdura di stagione ed uova fresche. Il tutto facendo uso di aree verdi urbane o limitrofe ai centri abitati.
Ovviamente, con il crescere dell’età e con la riduzione della forza produttiva domestica, l’assegno di reddito garantito dovrà andare a coprire via via tutte le necessità per mantenere sempre una vita dignitosa. In questa fase di pensionamento, tuttavia, l’ex contadino di famiglia andrà ad utilizzare quel denaro per alimentare la microeconomia degli altri contadini di famiglia.

Ovviamente, questo non potrà che essere utopia finché la nostra società sarà bulimica a livello produttivo. Tutto richiede equilibrio ma l’equilibrio non può essere concepito solo alzando una asticella fino a toccare l’altra ma alzare una ed abbassare l’altra per incontrarsi a metà del cammino.

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