Paesaggi, magici paesaggi


img_6824_da_smallAd ogni uscita, ogni passeggiata, ogni occasione che mi capita di trovarmi di fronte un bel paesaggio, non resisto e devo fotografarlo: con la fotocamera, il cellulare, un quaderno o semplicemente con lo sguardo.

Tutti gli sguardi li tengo per me, e gran parte delle foto anche ma qualcuna che credo possa piacere  o donare un’emozione la pubblico anche. Non per forza devono essere le foto migliori, perché “foto migliori” in realtà non significa niente, a meno che non si analizzi la loro correttezza formale con qualche algoritmo. Molte volte ho mostrato foto partendo dai “pezzi forti”, gli scatti che credevo appunto migliori, salvo poi trovarmi lo spettatore stupito davanti uno scatto che avevo tralasciato chissà per quale motivo.

Le foto dei paesaggi sono così: emotive! Richiamano una sensazione, una memoria, un desiderio o chissà cosa, fanno una specie di magia;

Io adoro i paesaggi e, tolte le foto che scatto per me, quelle che condivido tentano l’impresa di trascinare lo spettatore nella propria fantasia. Se dopo che qualcuno osserva una mia foto, si lascia trascinare nei propri pensieri, immaginando cosa si provi in quella scena, allora sono contento.

Non nego che la notte mi aiuta parecchio. 🙂

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Di notte realtà e fantasia si confondono. Ci sembra di non vedere nulla eppure ci accorgiamo di scorgere ogni minimo movimento. La Natura si fa più grande e le sue manifestazioni più intense che mai.

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Alla notte si partecipa con tutto se stessi, con la propria razionalità come anche con la propria sensibilità. La percezione si espande mentre si assiste ad un fulmine che illumina una nuvola sotto un cielo stellato; cadono tutte le certezze e tornano i miti ancestrali a ricordarti quanto sei piccolo davanti il gigante infuriato.

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I suoni ed i rumori della città si fanno lontani, cerchi di non badarci perché sembrano quasi un intralcio ma tra te e che cosa?

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Qualcosa che ti sfugge, antiche leggende che conosci senza che mai ti siano state raccontate sussurrano nell’anima. Sorge la luna ad est e chiama il tuo nome.

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La luce vellutata d’azzurro è la sua voce e racconta di selvatici, che si muovono furtivi intenti nelle loro faccende, di uccelli notturni che affidano al vento il proprio canto e di ricordi lontani che per un attimo riprendono vita e lo sguardo si perde sul fiume di nebbie che carezza i colli lontani.

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Poi il vento cambia e severo soffia contro, a riportare i ricordi lì dove li tenevi nascosti, a spazzare via i sussurri delle leggende ancestrali, ad indicare la città distante mentre le nubi si diradano e la luna ti regala un dipinto della montagna: la sua buona notte.

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Allora? Vi è piaciuto questo piccolo racconto di parole e foto della notte? Se avete un minuto o anche solo un pensiero, fatemelo sapere che mi farà senz’altro piacere! 🙂

Gio

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2 risposte a Paesaggi, magici paesaggi

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